La Cultura del dialogo e il dialogo della Cultura

La Cultura del dialogo e il dialogo della Cultura

La Cultura del dialogo e il dialogo della Cultura

di Emiliana Mannese

Se potessi dare un titolo a questa mia riflessione, la denominerei così: La Cultura del dialogo e il dialogo della Cultura. Mi sto riferendo alla discussione politica che si è aperta quando l’Istituzione Fondazione La Biennale di Venezia di cui è Presidente Pietrangelo Buttafuoco, ha aperto La Biennale Arte a Russia e ad Iran. Mi ha profondamente meravigliato la reazione europea, quindi italiana, per questa decisione. I ventidue ministri europei, anche il nostro, preparano un documento nel quale avvertono La Biennale del blocco dei finanziamenti qualora dovessero confermare questa decisione, minacciando un commissariamento.

Mi sarei aspettata un grande attivismo dell’Europa, allorché si è presentata la possibilità di far dialogare Russia ed Ucraina, ma non lo hanno fatto. Gli Stati Uniti attaccano l’Iran, in maniera unilaterale, fuori da ogni rispetto del diritto Internazionale e degli accordi Nato. In queste occasioni si registrano solo dichiarazioni deboli, balbettii, silenzi complici. E quando sullo scenario mondiale si apre uno spazio di Dialogo attraverso la Cultura – le Culture che La Biennale esprime, sempre nella sua totale indipendenza e forza, quella forza che solo la Cultura dell’Uomo può dare – si inizia un attacco ingiustificato, pretestuoso, verso una libera ed autonoma Istituzione.

Un corto circuito geo-politico. Diciamo così, non si aspettavano che la più grande Istituzione Culturale della nostra Storia contemporanea decidesse di operare per le finalità della sua Missione: il dialogo culturale come necessità prima della Pace.

Presa in contro piede, l’Europa che continua a vivere una condizione di difficoltà e sudditanza, decide di far preparare un documento di attacco violento a La Biennale e alla decisione del Presidente Buttafuoco.

Anche il nostro ministro Giuli, firma questo documento. La mia incredulità per questa escalation . Ora chiariamoci bene. Cosa fa l’Istituzione Fondazione La Biennale: evidentemente l’Europa ed i suoi Ministri e burocrati non conoscono le reali azioni che questa Istituzione mette in atto e cosa rappresenta per la contemporaneità, soprattutto questa contemporaneità abitata da nani e ballerine, dove il concetto di Cultura che trasforma è una categoria non conosciuta, scomoda, tanto più scomoda perché è faticosa. La cultura e le sue declinazioni più alte hanno bisogno di lavoro, fatica e, soprattutto, Conoscenza e Visione.

La Biennale di Venezia è una Istituzione Culturale che, attraversando tutte le istanze della Cultura, accompagna e rafforza l’unica reale possibilità che l’Umano ha per sopravvivere alle barbarie, il linguaggio della Paideia, la forza culturale per costruire le Comunità di donne e uomini consapevoli e capaci di decidere e costruire i futuri possibili. La Biennale è Presidio Culturale. Di tutti i popoli.


Ora, tornando alla follia di questi giorni, un modo per iniziare a parlare di Pace è attivare un processo di Cultura del dialogo e per farlo, bisogna uscire dall’ipocrisia sanzionatoria.

Solo attraverso un inizio si può attivare un percorso.

Credo che La Biennale di Buttafuoco si trovi dalla parte giusta della Storia. La sua Biennale non vende armi, la sua Biennale parla di Cultura, di Educazione, di Comunità Pensanti. Questa politica Planetaria non conosce il significato di queste parole, né è interessata al concetto di Cultura e di Comunità. Ma Buttafuoco e la sua Biennale hanno la schiena dritta. Ne sono certa. Chiunque lavori per la Cultura del dialogo ha la forza di costruire un cambiamento.

Buon lavoro

Prof.ssa Emiliana Mannese
Prof.ssa Emiliana Mannese